Nubi turbinose



...Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?... Giobbe
Nelle parole di Giobbe bisogna osservare attentamente... Gregorio Magno
Quando la mente è dominata dallo scoraggiamento... Cabasilas
..Dio guarda con misericordia quest'anima e infonde amarezza nei suoi piaceri... Gregorio Magno
Dio dispone il dolore per la salvezza, come il medico... Basilio
Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube... Esodo
Una sorte penosa è disposta per ogni uomo, un giogo pesante grava... Siracide
Perché dare la luce a un infelice e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore... Giobbe
Sappiate dunque che Dio mi ha piegato e mi ha avviluppato nella sua rete... Giobbe
Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira... Geremia: Lamentazioni
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Tu sei lontano dalla mia salvezza.... Salmo 22
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli... Marco
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre... Matteo
Fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo... Atti degli Apostoli

Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l`uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e toccalo nell`osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.
Giobbe
2,3-10
...nelle parole di Giobbe bisogna osservare attentamente con quanta abilità di ragionamento egli sappia concludere contro le affermazioni di sua moglie, dicendo: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male? »(Gb 2, 10). È certamente un grande conforto nelle tribolazioni richiamare alla memoria i benefici del nostro Creatore, mentre si sopportano le avversità. Né ciò che viene dal dolore ci può scoraggiare, se subito richiamiamo alla mente il conforto che i doni ci recano. Per questo è stato scritto: Nel tempo della prosperità non dimenticare la sventura e nel tempo della sventura non dimenticare il benessere (cfr. Sir 11, 25). Chiunque gode prosperità, ma nel tempo di essa non ha timore anche dei flagelli, a causa del benessere cade nell'arroganza. Chi invece oppresso da flagelli, non cerca al tempo stesso di consolarsi con la memoria dei doni ricevuti, è annientato dai sentimenti di sconforto o anche di disperazione. Bisogna dunque unire assieme le due cose, in modo che una sia sempre sostenuta dall'altra: il ricordo del bene mitigherà la sofferenza del flagello; la diffidenza circa le gioie terrestri e il timore del flagello freneranno la gioia del dono. L'uomo santo perciò, per alleviare il suo animo oppresso in mezzo alle ferite, nella sofferenza dei flagelli consideri la dolcezza dei doni e dica: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male? »
Gregorio Magno
Commento al Libro di Giobbe 3,16
Quando la mente è dominata dallo scoraggiamento, dopo essere stata sconvolta dalle vertigini della tristezza, cade e si comporta nel modo più miserabile, troppo presto rinunciando alla sua energia, alla sua dignità, alle sue disposizioni innate. Come chi è preso da sonno profondo lascia cadere quel che ha tra le mani, così la mente schiava cede facilmente a quelle passioni che avrebbe dovuto dominare e niente impedisce che l'anima muoia, dopo aver ricevuto migliaia di ferite, poiché sono molti che le fanno guerra dall'alto [Sal 56,3] ..Perciò Paolo dice: La tristezza del mondo genera la morte [2 Cor 7,10].
N.Cabasilas
La vita in Cristo
697ab
«Costringili ad entrare» [Lc 14,23] ..Vi sono alcuni che ricevono la luce per comprendere il bene ..ma non vogliono compierlo. ..A costoro capita che, del tutto protesi alla conquista di una gloria umana, sono piegati da lunga infermità, o ..per il dolore delle offese subite, pieni di sconforto per ciò che dà il mondo, si accorgono dell'errore compiuto nell'aver posto fiducia nei suoi piaceri, e pentiti di aver inseguito fallaci desideri, orientano il loro cuore a Dio ..«ostruirò la tua via con spine ..non troverà così i suoi sentieri ..e dirà: ritornerò al mio sposo...» [Os 2,8s]. Lo sposo di ogni anima fedele è Dio, perché essa è unita a lui dalla fede. Ma l'anima che si era unita a Dio rincorre amanti del mondo, quando la mente che già aveva accolto la fede si fa dominare ancora nelle azioni dagli spiriti immondi, cerca la gloria del mondo, si procura i piaceri carnali. Spesso però Dio onnipotente guarda con misericordia quest'anima e infonde amarezza nei suoi piaceri. Le nostre vie sono ostruite da spine, quando nei nostri perversi desideri sentiamo le fitte del dolore, ..sono circondate da un muro, quando ai nostri desideri si oppongono ..ostacoli gravi. «Inseguirà i suoi amanti senza poterli raggiungere. Li chiamerà senza trovarli», perché l'anima non riesce ad effettuare i suoi desideri con l'appoggio degli spiriti maligni ai quali li aveva sottomessi. Quanto frutto ..da queste salutari contrarietà: «e dirà: ritornerò al mio sposo di prima, perché stavo meglio allora». ..La nostra mente prova dolcezza al ricordo, mentre prima sentivamo il peso dei suoi comandamenti, e l'anima peccatrice ..decide di vivere come una sposa fedele. Costoro dunque ..che tornano all'amore di Dio disgustati per l'amarezza provata nel mondo e che abbandonano i desideri terreni, non sono forse costretti ad entrare?
Gregorio Magno
Omelie
sui Vangeli
36,9
Dio dispone il dolore per la salvezza, come il medico per farci del bene infligge pene e sofferenze al nostro corpo.
Basilio
De malo
PG 31,333
Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell'accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.
...Tutto il popolo percepiva i tuoni e i lampi, il suono del corno e il monte fumante. Il popolo vide, fu preso da tremore e si tenne lontano. Allora dissero a Mosè: «Parla tu a noi e noi ascolteremo, ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo!». Mosè disse al popolo: «Non abbiate timore: Dio è venuto per mettervi alla prova e perché il suo timore vi sia sempre presente e non pecchiate». Il popolo si tenne dunque lontano, mentre Mosè avanzò verso la nube oscura, nella quale era Dio.
Esodo
19,16-18 20,18-21
Una sorte penosa è disposta per ogni uomo, / un giogo pesante grava sui figli di Adamo, / dal giorno della loro nascita dal grembo materno / al giorno del loro ritorno alla madre comune. / Materia alle loro riflessioni e ansietà per il loro cuore / offrono il pensiero di ciò che li attende e il giorno della fine. / Da chi siede su un trono glorioso / fino al misero che giace sulla terra e sulla cenere; / da chi indossa porpora e corona / fino a chi è ricoperto di panno grossolano, / non c'è che sdegno, invidia, spavento, agitazione, / paura della morte, contese e liti. / Durante il riposo nel letto il sogno notturno turba le sue cognizioni. / Per un poco, un istante, riposa; / quindi nel sonno, come in un giorno di guardia, / è sconvolto dai fantasmi del suo cuore, / come chi è scampato da una battaglia. / Mentre sta per mettersi in salvo si sveglia, / meravigliandosi dell'irreale timore. / E' sorte di ogni essere vivente, dall'uomo alla bestia, / ma per i peccatori sette volte tanto: / morte, sangue, contese, spada, / disgrazie, fame, calamità, flagelli.
Siracide
40,1-9
Perché dare la luce a un infelice / e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore, / a quelli che aspettano la morte e non viene, / che la cercano più di un tesoro, / che godono alla vista di un tumulo, / gioiscono se possono trovare una tomba... / a un uomo, la cui via è nascosta / e che Dio da ogni parte ha sbarrato?
Giobbe
3,20-23
Sappiate dunque che Dio mi ha piegato / e mi ha avviluppato nella sua rete. / Ecco, grido contro la violenza, ma non ho risposta, / chiedo aiuto, ma non c'è giustizia! / Mi ha sbarrato la strada perché non passi.
Giobbe
19,6-8
Io sono l'uomo che ha provato la miseria / sotto la sferza della sua ira. / Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare / nelle tenebre e non nella luce. / Solo contro di me egli ha volto e rivolto / la sua mano tutto il giorno. / Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, / ha rotto le mie ossa. / Ha costruito sopra di me, mi ha circondato / di veleno e di affanno. / Mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi / come i morti da lungo tempo. / Mi ha costruito un muro tutt'intorno, / perché non potessi più uscire; / ha reso pesanti le mie catene. / Anche se grido e invoco aiuto, / egli soffoca la mia preghiera. / Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, / ha ostruito i miei sentieri. / Egli era per me un orso in agguato, / un leone in luoghi nascosti. / Seminando di spine la mia via, mi ha lacerato, / mi ha reso desolato. / Ha teso l'arco, mi ha posto / come bersaglio alle sue saette. / Ha conficcato nei miei fianchi / le frecce della sua faretra. / Son diventato lo scherno di tutti i popoli, / la loro canzone d'ogni giorno. / Mi ha saziato con erbe amare, / mi ha dissetato con assenzio. / Mi ha spezzato con la sabbia i denti, / mi ha steso nella polvere. / Son rimasto lontano dalla pace, / ho dimenticato il benessere. / E dico: «È sparita la mia gloria, / la speranza che mi veniva dal Signore». / Il ricordo della mia miseria e del mio vagare / è come assenzio e veleno. / Ben se ne ricorda e si accascia / dentro di me la mia anima.
Lamentazioni di Geremia
3,1-20
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? / Tu sei lontano dalla mia salvezza»: / sono le parole del mio lamento. / Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, / grido di notte e non trovo riposo.
...Da me non stare lontano, / poiché l'angoscia è vicina / e nessuno mi aiuta. / Mi circondano tori numerosi, / mi assediano tori di Basan. / Spalancano contro di me la loro bocca / come leone che sbrana e ruggisce. / Come acqua sono versato, / sono slogate tutte le mie ossa. / Il mio cuore è come cera, / si fonde in mezzo alle mie viscere. / È arido come un coccio il mio palato, / la mia lingua si è incollata alla gola, / su polvere di morte mi hai deposto.
Salmo 22
2-3
12-16
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te , allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».
Marco
14,32-36
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Matteo 27,45-46
Fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».
Atti degli Apostoli
1,9-11

Ogni verso cerca domande, aspetta risposte. Chi ne ha spedisca un a p.varvesi@mclink.it.

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