È il cuore



Noi siamo stati formati una seconda volta... Barnaba
Nessuno di coloro che sono virtuosi pensi di aver fatto qualcosa di buono con le sue sole... Marco l'Asceta
Poiché noi abbiamo ricevuto il comandamento ..di custodire con ogni cura il nostro cuore... Marco l'Asceta
Mio cuore, monello giocondo / che ride pur anco nel pianto.. Gozzano
Fino alla tomba il tuo gelido cuore / porterai con la tua sete fanciulla... Gozzano
Senza fede non si sopporterebbero le prove. Chi non accetta con gioia le prove... Niceforo
Signore, insegna al mio cuore dove e come ti possa trovare... Anselmo
Conosciamo la verità non solo con la ragione ma anche col cuore; è in questo secondo modo... Pascal
E` il cuore che sente Dio, e non la ragione... Pascal
Spesso gli uomini scambiano la loro immaginazione col loro cuore...Pascal
Dovunque Dio apre una porta della parola per parlare del mistero del Cristo... Vaticano II
Noi siamo stati formati una seconda volta. Lo afferma il profeta: Ecco.. strapperò da loro (cioè da quelli predestinati dallo Spirito divino) i cuori di pietra e vi metterò cuori di carne [Ez 11,19].
Barnaba
Lettera
5
Nessuno di coloro che sono virtuosi pensi di aver fatto qualcosa di buono con le sue sole forze. L'uomo buono infatti - dice la Scrittura - trae fuori il bene non da se stesso, ma dal buon tesoro del proprio cuore [Lc 6,45]: e chiama tesoro lo Spirito Santo nascosto nel cuore dei fedeli. Dice infatti: Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo che un uomo trovò e nascose; e andò, vendette tutto e comperò quel campo[Mt 13,44]. ..Chi infatti ha compreso esattamente che, come dice l'Apostolo, il Cristo è nascosto in lui dal momento del battesimo, getta via tutte le opere di questo mondo e dimora nel proprio cuore, custodendolo con ogni cura e cercando in esso la sorgente della vita - come dice il detto dei Proverbi [Pr 4,23: Con ogni cura vigila sul cuore, perché da esso sgorga la vita].
Marco l'Asceta
Risposta a coloro che hanno dei dubbi riguardo al divino battesimo
V risposta
Poiché noi abbiamo ricevuto il comandamento di non darci pensiero di nulla, ma di custodire con ogni cura il nostro cuore e di cercare il regno dei cieli che è dentro di noi[Lc 17,21], quando la mente si allontana dal cuore e da questa ricerca, subito fa posto all'assalto del diavolo accogliendone il suggerimento cattivo. Ma nemmeno allora il diavolo può liberamente smuovere i nostri pensieri, perché in tal caso non ci darebbe requie ma forzatamente ci instillerebbe ogni pensiero cattivo e non ci consentirebbe di pensare nulla di buono. Egli ha solo il potere di mostrare all'anima i suoi insegnamenti cattivi per tentare il nostro intimo e inclinarlo al suo proposito piuttosto che al comandamento di Dio: tali cose infatti sono in contrasto tra di loro [Gal 5,17]. Perciò, quando noi amiamo qualche cosa, subito orientiamo i nostri pensieri verso ciò che ce la rappresenta, e con trasporto ci intratteniamo, nella nostra mente, con l'immagine che vi è stata insinuata. Quando invece odiamo qualcosa non possiamo indugiarvi, ma odiamo anche il solo assalto del pensiero. Può accadere, tuttavia, che ciò che è odiato rimanga; ma in tal caso esso prende forza non da una disposizione recente, ma da una predisposizione antica: ed è per questo che rimane nella mente innocuo e semplice, dal momento che l'avversione che ne ha il cuore fa sì che non diventi una moltitudine di pensieri e una passione. Presso chi vigila su se stesso, infatti, la semplice rappresentazione del male, se è odiata, non è di natura tale da trascinare con violenza la mente alla passione dei molti pensieri, se non per la sola passione del piacere presente nel cuore. Cosicché se noi ci allontaniamo completamente dalla passione del piacere, il semplice apparire delle predisposizioni al male non può danneggiarci, né rendere la coscienza colpevole e meno sicura di conseguire i beni futuri. Quando infatti la mente conosce che tale predisposizione ostile è di per sé inoperante e confessa a Dio l'antica colpa, subito anche questa tentazione è distrutta. E di nuovo la mente può attendere al cuore e custodirlo con ogni cura e così entrare, dopo essere stata provata, nelle sue imperturbate stanze interiori [Mt 6,6], dove non soffiano i venti dei pensieri cattivi: quei venti che con violenza spingono l'anima e il corpo sui precipizi della passione del piacere.. In quelle stanze interiori non c'è alcuna via larga e spaziosa [Mt 7,13] che ferisca e adeschi, con le parole e i costumi della sapienza mondana, coloro che la seguono, anche se sono molto sapienti. Ma quelle stanze interiori e pure dell'anima, che sono la casa del Cristo, non lasciano entrare nulla che sia puramente di questo secolo, né buona né cattiva; ma solo queste tre cose di cui parla l'Apostolo: la fede, la speranza e la carità. Chi dunque è amante della verità e vuole faticare col cuore, non può essere sospinto al male - nel modo che sopra s'è detto - nemmeno dalle sue predisposizioni: egli può custodire il proprio cuore, progredire sempre più nell'intimo e avvicinarsi a Dio solo, per non concepire avversione verso le fatiche della vigilanza e non stancarsi della perseveranza.
Marco l'Asceta
Risposta a coloro che hanno dei dubbi riguardo al divino battesimo
XI risposta
Mio cuore, monello giocondo / che ride pur anco nel pianto, / mio cuore, bambino che è tanto / felice d'esistere al mondo, / mio cuore dubito forte / - ma per te solo m'accora - / che venga quella Signora / dall'uomo detta la Morte.
G. Gozzano
Alle soglie
vv 1-8
Fino alla tomba il tuo gelido cuore / porterai con la tua sete fanciulla, / fanciullo triste che sapesti nulla, / ché ben sa nulla chi non sa l'Amore.
G. Gozzano
Convito
vv 9-12
Signore, insegna al mio cuore dove e come ti possa trovare. ...certo tu abiti una luce inaccessibile... chi mi ci condurrà? ...Da quali segni ti riconoscerò? Non posso cercarti se non me lo insegni, non posso trovarti se non ti mostri. Che ti trovi cercandoti, che ti ami trovandoti.
Anselmo
Proslogion
vv 1-8
Senza fede non si sopporterebbero le prove ..chi non accetta con gioia le prove non può dire al Signore: «Tu sei mio aiuto e rifugio» [2 Pt 2,9 Sal 32,7 Sal 59,17 Sal 71,3 Sal 91,2], e se non pone il suo rifugio nell'Altissimo, non avrà mai l'amore nel fondo del cuore...
Niceforo
Sulla custodia del cuore
Conosciamo la verità non solo con la ragione ma anche col cuore; è in questo secondo modo che conosciamo i primi principî, e inutilmente il ragionamento, che non vi ha parte, s'industria di combatterli.. Sappiamo di non sognare; per questo siamo impotenti a darne le prove con la ragione, questa impotenza ci porta a concludere per la debolezza della nostra ragione, ma non per l'incertezza di tutte le nostre conoscenze... E proprio su tali conoscenze del cuore e dell'istinto la ragione deve appoggiarsi e su di esse fondare tutto il suo ragionamento. ..è tanto inutile e ridicolo che la ragione chieda al cuore di dar le prove dei suoi primi principî, per decidersi a prestare il suo assenso, quanto sarebbe ridicolo che il cuore chiedesse alla ragione un sentimento di tutte le proposizioni che essa dimostra, per decidersi ad accettarle. Questa impotenza deve servire solo a umiliare la ragione - che vorrebbe giudicare di tutto - ma non a combattere la nostra certezza, come se soltanto la ragione fosse capace di istruirci. Anzi, volesse il cielo che non ne avessimo mai bisogno e che conoscessimo ogni cosa per istinto e per sentimento! Ma la natura ci ha negato questo dono; anzi non ci ha concesso che pochissime conoscenze di questa specie; tutte le altre non si possono acquistare se non col ragionamento. Per questo coloro ai quali Dio ha concesso la religione mediante il sentimento del cuore sono ben fortunati e legittimamente convinti. Ma a coloro che non l'hanno, noi non possiamo darla se non col ragionamento, nell'attesa che Dio gliela conceda per sentimento del cuore, senza di che la fede è puramente umana e inutile alla salvezza.
Pascal
Pensieri
110 (282)
E` il cuore che sente Dio, e non la ragione. Ecco cos'è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.
Pascal
Pensieri
424 (278)
Spesso gli uomini scambiano la loro immaginazione col loro cuore, e credono di essersi convertiti quando cominciano a pensare a convertirsi.
Pascal
Pensieri
975 (275)
Dovunque Dio apre una porta della parola per parlare del mistero del Cristo, a tutti gli uomini con franchezza e con fermezza deve essere annunziato il Dio vivo e colui che egli ha inviato per la salvezza di tutti, Gesù Cristo, affinchè i non cristiani, a cui aprirà il cuore lo Spirito santo, credendo si convertano liberamente al Signore.
Concilio
Vaticano II
Ad Gentes
13

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